Ho appena terminato di vedere la grande opera di Shakespeare, rivisto e rivisitato in chiave cinematografica dal regista e attore Kenneth Branagh. Mai come ora mi converrebbe ricorrere a qualche bella recensione che si trova facilmente in internet, da un lato perchè non conosco Shakespeare e le sue opere da permetterimi un parallelismo tra la riduzione cinematografica e l'originale testo concepito per il teatro, dall'altro lato perchè pur amando il cinema non mi ritengo all'altezza di scrivere una precisa recensione. Dunque alle due o tre persone che leggeranno la presente, dico subito che si tratteranno di due o tre flash emozionali che mi rimangono impresse. Innanzitutto trovo il film da vedere assolutamente. Il teatro trasposto al cinema ha un valore di merito e una capacità di trasmettere emozioni assai elevato, inoltre armandosi di appena un pò di pazienza, accogliendo un tipo di recitazione particolare o molto costruito, pieno di figure retoriche, ci si apre ad un mondo che oserei dire epico. Epico nei dialoghi, epico seppur tragico nei rapporti con grande capacità di rilanciare, me spettatore, verso più alti piani del pensiero, un respiro verso l'infinito, un respiro delle grandi domande, quelle con la D maiuscola. Il film dura quasi quattro ore, gli attori sono bravissimi a rendere la tragicità della storia, i loro volti accompagnano il momento interiore che attraversano come non mai. La resa è alta. Inutile qui riproporre la trama. permettetimi solo di consigliare la visione e di non farvi scoraggiare dall'apparente pesantezza. Mi piace molto Kenneth Branagh e non vedo l'ora che esca, nel 2011 il suo Thor, nel frattempo cercherò di recuperarne la filmografia.