""Fascisti rossi'", "fascisti comunisti", "camicie nere di Togliatti".
Li chiamano così, tra gli anni Quaranta e Cinquanta, gli avversari
politici. Loro si definiscono "ex fascisti di sinistra della corrente
di "Pensiero Nazionale". Fanno capo a Stanis Ruinas, provengono dalla
Repubblica sociale italiana e individuano nel Pci il referente politico
più idoneo e affidabile per realizzare quella rivoluzione popolare e
anticapitalista inseguita invano nelle file della repubblica nera. In
questo libro Paolo Buchignani ricostruisce il rapporto, in apparenza
impossibile, che si creò tra il gruppo di Ruinas e i dirigenti di
Botteghe Oscure. Si tratta di uno studio che suscitò, fin dalla prima
edizione nel 1998, un vivo interesse e ampie polemiche. Oggi, nel
mutato clima culturale e nell'acceso dibattito in corso, torna di
prepotente attualità. Infatti, nel riportare alla luce un episodio
rimasto a lungo ignoto, sconvolge schemi consolidati e rassicuranti -
per esempio quello della radicale diversità e dell'irriducibile
opposizione tra comunismo e fascismo - e offre un significativo
contributo a una rilettura critica e non ideologica di un passato che
continua a interferire nel nostro presente" - [fonte IBS]
Un libro assolutamente da avere per chiunque voglia rileggere la Storia sulla base delle testimonianze reali e dei fatti concreti, e sia disposto a sconvolgere completamente le proprie certezze, mettendo in discussione la propria formazione culturale, sociologica e politica, dopo cent'anni di schematizzazioni e strumentalizzazioni della Storia Italiana.
Una lettura definitiva, indispensabile per chi vuole rompere gli schemi e saltare gli steccati.