Grandi novità in quel di Cuba: fra qualche giorno chi se lo potrà
permettere potrà costruirsi la propria abitazione. Una notizia che ha
fatto breccia nel cuore delle imprese di costruzione. Fino a oggi,
infatti, era permessa la sola costruzione di case finanziate dallo
Stato.
Una misura presa in considerazione dello Stato dopo aver avuto
la conferma che i danni causati dai cicloni del 2008. anno avevano
squassato l'intero sistema abitativo nazionale.
Soddisfazione è stata
espressa dai costruttori e dalla stragrande maggioranza della
popolazione.
"Sono felice della buona notizia" dice Ramiro al
telefono con PeaceReporter dalla città di Santa Clara. "Sono contento
perchè adesso posso iniziare a pensare ad organizzarmi per costruire una
casa grande per tutta la mia famiglia. Sarà divertente capire se
potremo costruire sui ruderi delle nostre vecchie case o in zone nuove.
In ogni caso è una buona cosa anche se a mio avviso prima di vederne i
frutti ci vorranno anni. Non dimentichiamoci che siamo sotto bloqueo
e i materiali per l'edilizia spesso, troppo spesso, mancano".
Cuba è un paese straordinario, anche per
fantasia e inventiva tanto che già da tempo alcuni cubani hanno iniziato
la costruzione di nuove soluzioni abitative. I lavori sono stati sempre
eseguiti con il massimo riserbo e discrezione. E non è difficile vedere
nascere nuove case dietro a staccionate di copertura. Ma i materiali?
Spesso dicono i cubani, i materiali possono essere recuperati al mercato
nero con grave rischio per chi si mette a commerciarli.
L'unico
settore che davvero beneficerà della nuova misura governativa è quello
edile e soprattutto gli esperti del settore ritengono che nel breve
periodo vi sarà una forte richiesta di manodopera e di conseguenza un
notevole aumento della forza lavoro operativa. Non solo. Per loro c'è
anche la prospettiva di maggiori guadagni rispetto a quanto recepivano
dai lavori statali.
E buone prospettive le avranno anche i piccoli
produttori di mattoni che potranno vendere il 50 percento del loro
prodotto allo stato e il restante 50 percento ai privati che decideranno
di costruirsi una nuova casa.
E per i prezzi dei materiali lo Stato
ha già pensato a tutto: non saranno bassi ma sicuramente inferiori a
quelli del mercato nero.