di Paolo Brogioli
Come sapete, ogni anno Comunità Giovanile organizza una Gioeubia differente, una Gioeubia irriverente e sarcastica rispetto alla tradizione, la quale vorrebbe nella vecchia il soggetto classico del falò propiziatorio. Ecco cosa abbiamo pensato per il 2010.
LA BANCA
- Per esorcizzare la crisi;
- Per dare un segnale a chi non ci elargisce credito, a chi non ci sta dando la fiducia;
- Perché gli istituti di credito tradizionali non stanno erogando liquidità alle aziende, costrette poi a ricorrere a riduzioni di personale (vogliamo ricordare SENZA APPROVARE il caso di un imprenditore bustocco arrivato ad una protesa estrema: scrivere MAFIA sul muro di una banca: http://www.varesenotizie.it/varese/41281-imbrattamento.html).
- Perché fa ricadere sui noi correntisti i suoi errori d’investimento e di mala gestione dei fondi, per esempio facendo lievitare le spese di mantenimento dei conti correnti o i tassi d’interesse di prestiti e finanziamenti. (Tra pochi giorni un grande gruppo bancario europeo applicherà una commissione di 3 euro per ogni prelievo allo sportello. Ci auguriamo che una simile iniziativa NON venga presa a modello dalle altre banche: dove va a finire così la libera concorrenza?)
- Perché non si ripetano più casi di crack e frodi finanziarie come quelli di Parmalat, Cirio, Giacomelli e Lehman Brothers, o come lo scandalo dei Bond argentini, dei quali i gruppi bancari sono i soli responsabili avendo incentivato i loro clienti, che con fiducia avevano consegnato loro i risparmi di una vita, all’acquisto e alla sottoscrizione di azioni e obbligazioni rivelatesi poi fraudolente o fallimentari. In un sistema così viziato non c’è da stupirsi che esistano banche che concedono in comodato gratuito per una settimana, una Ferrari come bonus o incentivi vari per il raggiungimento del budget ad un direttore di filiale che è riuscito a far erogare un determinato numero di mutui ipotecari ad intervento integrale e a condizioni proibitive.
- Per lo strano caso italiano dove un organo di controllo e supervisione come Banca D’Italia sia al 95% di proprietà delle banche stesse!
- Per la difficoltà con cui si accede al credito se non si possiedono fondi o grandi interessi alle spalle: avete provato a chiedere un mutuo? Ottenerlo è quasi impossibile e soprattutto oneroso, in queste condizioni è praticamente impossibile pensare che i giovani possano emanciparsi dalla casa paterna e iniziare a vivere da soli, come vorrebbe un nostro eccentrico, per usare un eufemismo, ministro.
La banca prima di concedere un qualsiasi finanziamento valuta la capacità di rimborso, nonché l’affidabilità e puntualità nei pagamenti. La banca verifica che l’importo della rata non sia superiore ad un terzo del reddito familiare mensile netto, inoltre le banche possono accedere ai SIC (sistemi di informazioni creditizie) per conoscere tutta la storia finanziaria del cliente.
Spesso la durate dal rimborso e’ estesa a due o addirittura tre decenni.
- Perché i tassi d’interesse praticati dalle banche in Italia sui mutui e sul credito al consumo “sono più elevati rispetto a quelli medi dell’area dell’euro su operazioni simili”.
Fortunatamente non tutte le banche sono così. Esistono istituti di credito che collaborano con le istituzioni no-profit e con i soggetti che operano nell'ambito dei servizi alla persona; favoriscono la cooperazione finanziaria, veicolo di un’aggregazione più ampia che ha poi ricadute positive sulla vita sociale e civile. Infatti dare credito significa includere, dare possibilità di cambiamento, consentendo al maggior numero possibile di clienti di ottenere prestiti a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle praticate dalle banche tradizionali. Forse queste banche (quelle di credito cooperativo) perseguono la convinzione utopistica che sia possibile riuscire a far procedere insieme, ogni giorno, impresa e solidarietà, attenzione alle persone e capacità di autofinanziamento: ci auguriamo che quest’utopia diventi non sono reale ma assurga anche a regola per la gestione del credito!
Per riprendere un vecchio slogan ”…la mia banca e’ differente!”